Le colonie romane di Carseoli e Alba Fucens e la Via Tiburtina -Valeria

Nell’anno 304 a.C., dopo aspri combattimenti, il console romano Sempronio Sofo portò alla resa 31 insediamenti del popolo degli Equi. Per consolidare la conquista furono fondate le prime colonie romane, Carseoli, nella Piana del Cavaliere, nell’area oggi occupata dal comune di Civita di Oricola ed Alba Fucens, oggi nel comune di Massa d’Albe. Vi furono stanziati rispettivamente 4000 e 6000 coloni dando così inizio alla romanizzazione del territorio.

Sempre alla fine del IV secolo a.C. Valerio Massimo Potito, esponente di una delle maggiori casate romane, seguendo il percorso degli antichi tratturi Equi, iniziò la costruzione della Via Valeria. Essa unirà Carseoli ed Alba a Tivoli, dove congiungendosi con la Via Tiburtina, rappresenterà, insieme alle colonie, il maggior mezzo di penetrazione e di sottomissione del territorio conquistato.

Nel II secolo a.C. Carseoli fu sede di confino di vari re nemici di Roma. Durante la Guerra Sociale (da Socii / alleati) che coinvolse i popoli italici per l’ottenimento della cittadinanza romana Carseoli, rimasta fedele a Roma fu però distrutta dagli insorti.

L’abitato occupava l’area collinare di Civita di Oricola che domina la Piana del Cavaliere ed era difesa da una cinta muraria. Dalle iscrizioni rinvenute negli scavi conosciamo l’esistenza di un Foro, della Curia e di una Basilica oltre che di vari templi. Le foto aeree hanno identificato, oltre a poderosi terrazzamenti in opera poligonale, anche un teatro ed un anfiteatro. Tuttavia ben poco rimane oggi visibile della città romana sorta, come testimoniano numerosi rinvenimenti ceramici, sull’altura di un precedente centro fortificato degli Equi. Scavi condotti nel secolo scorso hanno evidenziato i resti di un acquedotto romano e di un antico santuario. Nel 2019 nel corso di lavori per la realizzazione di un bacino di accumulo del fiume Vallemura, nei pressi dell’abitato moderno di Carsoli, è tornato alla luce un insediamento produttivo di epoca ellenistica, risalente alla prima fase di occupazione romana del territorio.

Senz’altro migliore la sorte della colonia di Alba Fucens. Qui gli scavi archeologici hanno riscoperto l’intera area centrale della città che sorge al centro di una conca circondata dalle colline. Perfettamente conservato l’anfiteatro, in posizione centrale, mentre parzialmente scavato appare il teatro sul versante della collina. Dall’alto dominava la città il tempio di Apollo su cui nel XII secolo i frati benedettini edificarono la piccola chiesa dedicata a San Pietro, capolavoro di arte cosmatesca. Restaurata negli anni Cinquanta dopo il terremoto del 1915 la chiesa appare oggi in tutta la sua bellezza.

L’ingresso a questo sito archeologico, giustamente considerato la perla d’Abruzzo, è libero ed accessibile tutti i giorni dall’alba al tramonto. Una visita da non perdere, a soli 45 m dagli Eucalipti di Rocca di Botte.

Per saperne di più:
Carseoli, Civita di Oricola
Albafucens

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